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Monday, 5 May 2014

Le 7 Donne Che Incontrerete Su Tinder

E' la App del momento: tutti l'hanno provata almeno una volta, anche solo per curiosità.

Memore di quando qualche anno fa quando utilizzavo C6, ho provato a scaricare Tinder.


A mio avviso, il segreto del successo di questa App risiede in un semplicissimo fattore: si basa sulla geolocalizzazione ed è possibile ricercare persone vicine, ma è possibile parlare solo con le persone che hanno espresso reciprocamente il gradimento.



 Il risultato di qualche giorno di utilizzo è contenuto in questa lista delle 7 tipiche donne che incontrerete su questa Social Discovery App di Dating Online.

 1 La Daddy-Girl
Incontrare su Tinder una foto di una ragazza con il proprio padre, indica solo una cosa: nessun uomo sarà mai come lui. Lei è la principessina del suo babbo. E tu, rassegnati: non sarai mai come lui.


2 La Dottoressa
Questa donna ha studiato (tanto) e ci tiene a mostarlo. Il lavoro per lei è fondamentale. Curare le persone per lei è una missione. E se fossi tu il suo prossimo paziente? Adatta a chi non ha paura di incontrarsi negli orari più improbabili, con una persona resa completamente pazza da anni di vita passati curva sui libri.

3 La Butterfly-Girl

Ah, quelle alette da fatina. Quanta dolcezza: a questa donna piace sognare, sentirsi amata e desiderata. Inutile mandarle messaggi per "andare subito al dunque": innescate la sua curiosità, chiedetele della sua vita e dei suoi interessi. 

4 La Camouflage-Girl
Il tipico profilo di ragazza a cui piace nascondersi: foto tra amiche, poche informazioni nella descrizione e pochi interessi su Facebook. E' su Tinder in avanscoperta, magari da poco tempo e sta studiando il campo. Potrebbe rivelarsi una perdita di tempo. O una piacevole sorpresa....

5 La Baby-Girl
Ama i bambini e non si vergogna a mostrarlo. Il messaggio subliminale è: "Se non ti piacciono i pupi, stai alla larga!" Molto adatta per uomini coccolosi, alla ricerca di tenerezza dopo una storia andata male.

6 La Pet-Girl

Come nel caso della Baby-Girl, nella sua vita al primo posto ci sono gli animali, considerati praticamente come figli. Siate pronti a condividere lunghe passeggiate con il suo Fido o gli infiniti peli lasciati dalla sua Batuffolina. Evitate messaggi banali su quanto amiate anche voi gli animali; se volete colpire, andate pure sul tecnico, parlando dell'ultima esclusiva pensione dove avete portato in vacanza il vostro cagnolone!

7 La Adventure-Girl

A questo profilo di donna piace viaggiare e muoversi. Siete fortunati: più è banale il luogo dove la foto è stata scattata, più saranno alte per voi le probabilità di intavolare una discussione. "Ah, che bella atmosfera che si respira sotto al Big Ben/vicino a Notre-Dame/dentro la Sagrada Familia"

Avete trovato nella vostra esperienza di utilizzo altri tipi di profilo su Tinder?
Sentitevi liberi di segnalarmelo: trovate i miei contatti sulla destra! :)

Vi saluto con un video molto simpatico: i 10 Motivi per cui Amo Tinder, realizzato da questa simpatica YouTuber.



Alessandro



Wednesday, 9 April 2014

Creare una YouTube Star in 6 Mosse

Per chi ancora credesse di vivere in un’epoca in cui il marketing tradizionale è padrone, ho purtroppo cattive notizie. Al giorno d’oggi il consumatore si è evoluto nel cosiddetto prosumer, metà produttore e metà consumatore: non si limita più ad ascoltare ciò che i brand dicono ma è spesso egli stesso che fornisce indicazioni preziosissime alle aziende sul prossimo prodotto. In un’epoca come questa, il prosumer non si limita solo all’utilizzo della parola scritta su blog e social media per esprimere la propria opinione.

La nuova frontiera di espressione è il video.

Pensateci.
Quante volte ricercando qualcosa su Google vi è capitato non più di imbattervi nella semplice risposta su Yahoo! Answers (quante volte ci ha salvato la vita?) ma più probabilmente in un tutorial?
Non avete notato poi come negli ultimi tempi la vostra timeline di Facebook sia piena di video?
Il vostro sito d’informazione preferito non ha per caso da poco subito un restyle grafico che da molto più spazio ai filmati rispetto alle precedenti versioni?



Nulla di casuale: il fenomeno è ormai stabilmente in atto. Ne è passata di acqua sotto i ponti dall’acquisto di YouTube da parte di Google, con la nascita dei fenomeni (a volte grossolani e poco piacevoli) delle YouTube Stars, a cui hanno fatto seguito poi la nascita di Vine e la successiva aggiunta dei video ad Instagram.


Le aziende più smart hanno intuito il trend.

Come spesso accade, un fenomeno nato in maniera naturale è stato poi preso e modellato per scopi di business da diverse aziende. Un esempio perfetto: i The Jackal, un gruppo di videomaker napoletani nati nel 2005 in un’ottica just for fun che hanno realizzato un altissimo numero di video divertenti. Il loro punto di forza è stato quello di trattare tematiche molto vicine all’attualità ed alle persone, riuscendo a far breccia nel cuore dei fan e ad ottenere un successo crescente, con produzioni come The Parker, una trasposizione bitter-sweet del fenomeno dei parcheggiatori abusivi presenti nel capoluogo campano. Già da tempo i The Jackal sono parte del network CiaoPeople e hanno realizzato diverse campagne in ottica di Branded Advertainment, come la recente campagna per Alcott: il puro product placement si evolve, con il brand che passa da un ruolo di comparsa ad un ben più importante ruolo di co-protagonista, facendo felice allo stesso tempo il brand committente e il pubblico che guarda la produzione video, come nel caso di 5 Motivi per cui ODIO fare shopping con mia madre.



E se volessi realizzare una strategia di Branded Advertainment?

Ipotizziamo di avere a disposizione un nuovo personaggio, Mr. X, da lanciare nell’olimpo di YouTube: fotogenico, spigliato e con una bravura fuori dal comune nel campo del food.
Di cosa abbiamo bisogno per rendere Mr. X una nuova star?


1 Creare una storia – Mr. X sarà anche spigliato e bravo in quello che fa, ma nessuno ancora lo conosce. E’ necessario preparare il pubblico, costruendo una campagna teaser sul suo personaggio: la sua storia, le sue origini, cosa lo spinge a fare ciò che fa e i suoi punti di differenza rispetto ad altri esperti nel campo del food. Realizzare un mini-sito dove raccogliere tutte queste informazioni e i primi video teaser sarà importante, così come la realizzazione di una fanpage Facebook e un account Twitter dove far parlare Mr. X con i propri futuri fan.

2 Creare sinergie – Mr. X è solo l’ultimo arrivato: è necessario fargli “fare amicizia” con altre YouTube Star, facendolo partecipare in altre web series. Questo contribuirà ad aumentare la brand awareness del personaggio.

3 Creare serialità – Mr. X si è fatto conoscere al pubblico, è apparso in altre popolari webseries: è tempo di renderlo protagonista di una serie tutta sua.




Ipotizziamo ora di avere molti contatti con aziende che operano in diversi settori merceologici e che queste abbiano a disposizione un buon budget per progetti speciali. Come convincere queste aziende ad usufruire della popolarità ormai raggiunta da Mr. X?

1 Product Placement – Mr. X è un personaggio piuttosto particolare: indossa occhiali da sole con lenti strane mentre cucina, ama gli abiti firmati e utilizza gli elettrodomestici più moderni per cucinare. Inoltre adora ascoltare musica grazie al suo moderno impianto perché lo aiuta ad essere creativo mentre mescola sapientemente le sue pietanze ed ama sorseggiare una birra dal sapore corposo per rilassarsi. Mentre leggevate queste righe vi sono venuti in mente brand come Bose, Ray-Ban, Ceres, Whirpool o Armani? Quali di questi brand sarebbero potenzialmente interessati ad un campione di ascolti online? Tutti!

2 Eventi Mr. X sta iniziando a farsi conoscere da un pubblico più vasto. E’ tempo di uscire dal web: la partecipazione ad eventi che coinvolgono molte persone è l’ideale per raggiungere una audience trasversale dal vivo: eventi come il Salone del Mobile dove ci sono tematiche legate al food come EuroCucina o un evento che si avvicina velocemente come l’Expo 2015 di Milano e che sarà dedicato al mangiar bene sono perfetti per la nostra YouTube star per raccogliere il consenso non solo dei presenti agli eventi ma anche per interagire con i blogger che saranno presenti in massa. Le aziende che sceglieranno di sponsorizzare Mr. X potranno ovviamente usufruire della sua crescente popolorità.

3 Social TV – La televisione generalista è da tempo in crisi di ascolti, complice la poca voglia di rischiare da parte degli autori che puntano a format ormai rodati ma che il pubblico ha dimostrato di ripudiare come ampiamente dimostrato dal basso share del Grande Fratello 13: oggi le persone preferisco guardare canali tematici, anche a pagamento, o usufruire di servizi on demand.
Ecco perché l’obiettivo finale per Mr. X è quello di creare una vera e propria Social TV, che vada oltre il semplice canale YouTube dove vengono caricati video.


Sarà necessaria una programmazione a lungo termine, con un vero e proprio piano editoriale dove il personaggio non solo cucinerà pietanze in tema con il periodo, (ricette Pasquali, Natalizie, estive, etc.) ma parlerà di diversi temi mentre lo fa: l’ultimo film di Leonardo Di Caprio, il Job Act di Renzi, la vittoria del Barcellona, le ultime notizie di Gossip, il modello più recente di cellulare della Samsung, l'ultimo videogioco della EA Sports saranno i temi trattati che verranno poi successivamente veicolati su diversi canali in ambito digital e social. Parte integrante del video, come già accennato nel punto uno, saranno le aziende che godranno del product placement grazie all'esposizione raggiunta da Mr. X.

Pronti all'avventura?
Il vostro Mr. X potrebbe essere dietro l'angolo: sta a voi ora rimboccarvi le maniche e metterlo davanti ai fornelli!

Per oggi è tutto! Per essere sempre aggiornati sul mondo della comunicazione e del marketing, seguitemi su Twitter:




Cheers,
Alessandro




Monday, 7 April 2014

Utilizzare i Forum per Promuovere un Articolo? Yes, We Can!


E' praticamente da sempre che lavoro nel campo dei Social Media. 

Avevo circa 15 anni quando mi avvicinai a questo mondo.
I Social Network per eccellenza dei primi anni Duemila erano i forum e la mia passione per i videogames mi spingeva a frequentarli il più possibile per tenermi in contatto con altri nerd/geek appassionati come il sottoscritto. In particolare, la mia preferenza era per quello di Multiplayer.it, ancora oggi vera e propria bibbia per gli appassionati del genere.
Ricordo che la mia passione mi spinse in un percorso particolare: prima assiduo lurker, poi membro attivo della community ed infine Moderatore, quello che definirei il primo e preistorico Community Manager.



Da Moderatore, il passo è breve: la sezione Nintendo del sito ricercava Redattori (il GameCube era la console della grande N all'epoca, un gioiellino che ha sfornato qualche capolavoro, ma che purtroppo non ha riscosso il successo sperato). Mi proposi ed ecco che in breve diventai prima redattore semplice, salendo successivamente di livello, fino ad occuparmi del sito come Newshunter ed infine come Supervisor della sezione Nintendo.

Il forum diventava mezzo di discussione ma, soprattutto, mezzo di promozione.All'epoca si puntava tutto sui motori di ricerca, ma soprattutto sulla Community.
L'ultimo articolo che veniva inserito in sticky topic per renderlo immediatamente visibile ai "followers".

Ed oggi? E' ancora pensabile utilizzare i forum o sono qualcosa che non funziona?
La mia opinione è che i forum siano ancora un mezzo potente, se ben utilizzato.
E' impensabile creare al giorno d'oggi un forum generico (seppur in giro veda ancora molti tentativi....). Nel caso di community come quella già citata di Multiplayer o ad esempio Androidiani, dove gli utenti possono parlare di argomenti molto specifici, il forum è un mezzo potentissimo. 
Su questa tipologia di forum è possibile trovare due tipologie di utenti:
  1. Il random user, il classico utente che va sul forum perché Google lo ha guidato a quella "soluzione" 
  2. Il passionate user, l'utente fidelizzato a quella community (che probabilmente passerà molto tempo a catechizzare i nuovi arrivati sul rispetto delle regole di un luogo che non conoscono)


Dando per scontato che chiunque oggi crei un forum abbia un sito legato ad esso, è molto importante attirare la seconda categoria di utenti sul forum. Saranno infatti i passionate user che:
  •  utilizzeranno il forum
  • lo riempiranno di contenuti
  •  creeranno le amicizie virtuali necessarie a sviluppare la community (e i ritrovi dal vivo!)
  • commenteranno in maniera positiva gli articoli postati e li condivideranno sui "social network tradizionali" 

E' più importante tenere vivo un forum o i classici Facebook & co.?
Viviamo ormai in un mondo Facebookcentrico, dove tutti i contenuti passano per il colosso con sede a Palo Alto, dove l'utente medio si è abituato a cliccare su di un link postato dalla fanpage ufficiale o condiviso da un amico. Eppure tenere vivo un forum, tenere viva una community al di fuori di Facebook è importantissimo. Per quanto i Gruppi di Facebook abbiano provato ad imitare il concetto dei Forum, trovo che gli utenti si sentano limitati da un concetto che non è nativo del Social Network di Zuckerberg. L'importante è tenere viva la componente Social all'interno del forum, consentendo agli utenti di condividere i contenuti postati su Facebook e le altre piattaforme alle quali sono iscritti.


Cheers,
Alessandro

Wednesday, 8 May 2013

[#JOB] 4 Tips per Risorse Umane e Jobhunter: cosa NON fare durante un colloquio di lavoro



Questo articolo nasce da un presupposto: girovagando su internet ho trovato davvero una miriade di articoli e video-tutorial sul tema "Come affrontare un colloquio di lavoro", tutti dedicati ai candidati. E per le Risorse Umane? A mio avviso, c'è bisogno anche di qualche consiglio per coloro che sono dall'altra parte della scrivania.
Nell’epoca dei Master, dei corsi di specializzazione e d’aggiornamento, dei tutorial online, di Linkedin e del Social Media seeking, dove il colore o la foto di apposta su un curriculum possono fare la differenza, i primi a dare il buon esempio devono essere coloro che effettuano i colloqui.

Come? Ecco quattro utili  consigli da tenere a mente per gli HR durante la più classica delle job interview:


1.      Mettere a proprio agio il candidato. Banale? Scontato? Non tanto! Il candidato è una persona che aspira ad un nuovo lavoro: sorridere è il primo dei consigli che mi sento di dare. Cercate di essere naturali e non altezzosi. Il risultato vi sorprenderà e trovare la persona più adatta per la vacancy sarà probabilmente molto più semplice!


2.       Non giudicate troppo velocemente. Il periodo è quello che è: poche posizioni disponibili per molte persone. Se vi sembra che le risposte del candidato siano meccaniche, spesso la verità è dietro l’angolo: quel candidato che state intervistando ora ha probabilmente risposto a quella domanda innumerevoli volte. La frustazione potrebbe incidere. Andate più in profondità, non siate banali.
3.       Non dare risposte vaghe alle curiosità del candidato. “Ha qualche altra domanda da farmi?” è sicuramente la più classica delle domande finali da colloquio. Dopo aver ascolta la storia accademica, lavorativa e personale della persona che avete di fronte, il minimo che possiate fare è concederle informazioni complete. Non limitatevi a ripere la descrizione dell’annuncio presente sul sito aziendale a un’eventuale richiesta di informazioni più approfondite sulla posizione richiesta: è un diritto imprescindibile del candidato conoscere il più possibile di un lavoro che andrà ad occupare buona parte della sua vita da quel giorno in avanti e fare le sue valutazioni in merito.


4.    Rispettare le dead line. Quella che dovrebbe essere una pratica comune, fin troppo spesso viene lasciata al caso. E’ vero: come già detto vi sono molti candidati per poche positio. Ma è anche vero che chi è alla ricerca di un lavoro merita rispetto. E anche una mail di risposta con un rifiuto può essere “apprezzata”: il candidato si mette l’anima in pace e va avanti, invece di restare – a volte per settimane – in attesa di una risposta promessa.

Mi sembrava fin troppo banale inserire consigli sulla gestualità come non incrociare le braccia o sbadigliare, azioni che possono letteralmente abbattere la carica positiva di una persona che sta affrontando un colloquio.

Tenendo a mente questi semplici tips, sono sicuro che sarà più semplice trovare il vostro prossimo candidato ideale.

Peace!

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Tuesday, 12 March 2013

[#VIDEO] Una giornata con i Google Glass!





In molti si domandano quali siano le reali opportunità dell'Augmented Reality e di device tecnologici come i Google Glass
  • Quanto saranno realmente utili?
  • Miglioreranno davvero le nostre vite o ci renderanno sempre meno indipendenti dalle macchine?
Ecco un video che mostra una giornata tipo con i Google Glass e come aiutano in una delle operazioni più elementari nella vita di tutti i giorni: fare la spesa.




Se siete interessati all'argomento Realtà Aumentata, seguitemi pure su Twitter!

Tuesday, 12 February 2013

[#SOCIAL] Le 5 Best practice per Brand Page su Instagram.

Qualche giorno fa ero presente all’Osservatorio sul Mobile al Politecnico  dove Doxa ha presentato un’interessante ricerca sui 5 Profili tipici dei Mobile Surfer italiani. Tra questi, il più interessante per le aziende risulta il cosiddetto Brand Fan. Riporto testuamente: “Hanno accettato lo Smartphone, cogliendone i pregi  ma non sottovalutandone le possibili insidie in termini di invasività. Sono vicini al mondo Adv, attivi e coinvolti nel dilogo one to one che hanno instaurato con i brand. Il cluster più facile da conquistare.”
 Le caratteristiche di questo cluster risultano molto interessanti per le aziende che vogliono entrare o già sono entrate nel settore Mobile: 
- HEAVY USER. Media di utilizzo di Smartphone 75 minuti al giorno contro soli 60 minuti di media generale.
- MOBILE SURFER. Prediligono la navigazione da versione mobile rispetto alle App.
- MOBILE PAYMENT. Fanno più di altri acquisti online tramite smartphone
- ADV? YES, PLEASE. Non vivono la presenza di advertising come intrusiva o fastidiosa. Anzi, la apprezzano.
- CHECK IN ADDICTED. Generalmente sono propensi a fornire alle aziende il consenso a registrazione e geo-localizzazione.
- WE WANT DEALS. Il 43% ha ricevuto buoni sconto (contro il 37% di media del totale) e li ha utilizzati nel 25% dei casi.
In generale quindi, secondo questa ricerca, i cosiddetti Brand Fan sono il segmento di coloro che ha evidenziato un miglior rapporto tra stimoli delle aziende e azioni messe in atto.



In un mercato Mobile in continua evoluzione, le risorse a disposizione per le imprese per raggiungere utenti consenzienti sono molteplici. Canali come Facebook, Twitter, Brand App sono all’ordine del giorno. 

In questo articolo però voglio parlarvi del canale che negli ultimi tempi si è fatto prepotentemente largo, anche tra le aziende: Instagram.



Introdotta nell’Apple Store ad Ottobre 2010, in appena due mesi l’App ha raggiunto l’esorbitante cifra di 1 Milione di utenti. Due anni circa dopo, a Marzo 2012, Instagram raggiunge i 25 Milioni di utenti, venendo acquistata da Facebook per 741 Milioni di dollari e risultando disponibile anche per i sistemi Android. 

A Maggio 2012 si calcolava che fossero caricate 58 foto ogni secondo.

A Settembre 2012 gli utenti attivi su Instagram sono circa 100 milioni.

 Un vero e proprio fenomeno planetario per una App che forse è più di qualunque altra il simbolo di come il presente sia sempre più legato al Mobile. Un progetto che ha fatto breccia nel cuore di milioni di persone (e venendo imitato da Twitter, Flickr e altre aziende) sfruttando il concetto che un’immagine, modificata ed abbellita tramite i venti filtri disponibili, può esprimere un concetto con maggiore immediatezza rispetto a una frase. Un concetto che molte aziende sembrano aver compreso. 
Il trend principale in questo momento è la creazione di contest: si spingono i fan a postare foto e utilizzare determinati hashtag dietro la promessa di premi e coupon. 
Più in generale vi sono delle linee guida da seguire per comunicare attraverso Instagram:

 



- SIATE DIFFERENTI. Be Different non è soltanto uno degli slogan maggiormente riusciti della storia. Assicuratevi di postare foto che gli utenti non possano trovare su altri canali per non risultare ripetitivi. Un esempio? Le foto del backstage di una sfilata, il dietro le quinte di un film, il retrobottega di una gelateria artigianale. Le idee sono infinite. La fantasia è l’unico limite!







- SIATE RILEVANTI. Come ho scritto all’inizio dell’articolo, gli utenti su Instagram superano ormai i 100 Milioni. Come fare ad emergere dalla massa? Semplice, bisogna postare contenuti che diano un valore aggiunto a chi li visualizza (una legge che vale maggiormente su un Social network dedicato alla fotografia). Postare deal, pubblicizzare offerte (meglio se esclusive per questo canale) può essere una strategia vincente!






- RENDETE ATTIVI I VOSTRI FAN. Più si utilizza Instagram, più la fame di followers e l’utilizzo di hashtag aumentano. E’ quasi una legge non scritta. E vale anche le brand page! Incoraggiare i nostri user ad utilizzare gli hashtag della pagina è fondamentale per aumentare il numero di gente che segue il vostro account aziendale. NBC Newsha realizzato una strategia  di successo quando ha coinvolto i propri user con l’hashtag #DroughtWatch: era dagli anni ’50 che una siccità così forte non colpiva gli Stati Uniti ed NBC ha chiesto ai propri followers di scattare foto che ritraessero questo fenomeno taggandole con l’hashtag di riferimento. Alcune di queste sarebbero poi state postate sul Tumblr blog dell’azienda media americana e sull’account Instagram stesso.




- ESSERE SMART. Vi sono molte strade per avere successo. Sicuramente essere furbi (quel tanto che basta!) è una di queste. Essere smart su Instagram significa fondamentalmente sfruttare ciò che ha maggiormente successo su questo Social Network. Due esempi? 


1) Le celebrità, nell’epoca in cui la privacy è andata letteralmente a farsi benedire, hanno ormai capito come nascondersi dai fotografi sia controproducente. Mostrarsi il più possibile (in condizioni non pietose, possibilmente) è fondamentale. E le star sono disponibili a fare accordi di sponsorship con i brand. Sono a questo punto le aziende che devono sfruttare a 360° le partnership, anche pubblicando foto di questi sul loro account Instagram.



2) Postare foto di animali, il cosiddetto cute stuff. Una strategia antica come il mondo che è riproponibile su tutti i canali, figuriamoci su un canale basato sulla condisione di foto! Il vantaggio di una strategia del genere è che si può applicare a brand che operano praticamente in ogni campo. Come dimostra ad esempio questa foto dell’account del San Francisco Museum of Modern Art!



Banale? Scontato? No! Semplicemente funzionante.

- RENDETE I VOSTRI FAN PROTAGONISTI. Cosa c’è di meglio della gratificazione? Una volta bastava che  un fan ricevesse un autografo dal suo idolo per renderlo l’essere più felice sulla faccia della terra. Nell’epoca dei Social Media le cose sono cambiate: oggi essere seguito o retweetato dalla una celebrità è ciò che conta. E su Instaram? Rendere felice i fan è semplice: basta creare una foto dove si cita il fan della settimana. Un buon tool da utilizzare per creare foto è Instamessage, una App con cui creare in tutta semplicità delle foto con scritte nel formato di Instagram. E la fidelizzazione... è assicurata. Easy!





Quando qualcosa ha successo, fa rumore. Un rumore assordante. E i player più smart non stanno a guardare. Diamo un’occhiata alle risorse che possiamo utilizzare per potenziare Instagram!



 Se state cercando un tool che vi aiuti a capire come migliorare l’approccio su Instagram potete provare Statigr.am!






Statigram è un’interessante risorsa per chi vuole far Social Media Marketing: oltre ad offrire statistiche sul proprio account (ad esempio il tipo di filtro col quale abbiamo ottenuto il maggior numero di like), questo servizio da una panoramica sui trending hashtag del momento comparati con quelli che utilizzaimo aiutandoci quindi ad implementare una strategia ottimale per le prossime foto postate. 

Una feature interessante è la creazione di Contest per aziende grazie un toolkit messo a disposizione da Statigram. Due esempi:






1) Pei Wei, una catena asiatica di ristoranti presente negli USA ha creato un contest legato all’hashtag #blackpepperchicken: seguendo l’account Instagram @PeiWeiAsianDiner e pubblicando una foto creativa sul social network con gli ingredienti del prodotto in questione,        si ha la possibilità di vincere un buono di 500$. Non male come modo per coinvolgere i fan vero?





2) Un altro modo
 per incoraggiare i fan? Rompere la routine! E cosa rompe meglio la routine di un bel viaggio? Si basa su questo concetto il contest di Soludos & Russh, dove un fortunato vincitore si porterà a casa un volo andata e ritorno per gli USA dove potrà scorazzare su un auto per un viaggio on the road con un budget totale di 3500 dollari. L’unica richiesta è ovviamente quella di seguire l’account @russhmagazine e mandare una foto! 



Un’altra risorsa alla quale hanno fatto ricorso molti brand, anche importanti come Nike, National Geographic Channel o Armani è Followgram.




Followgram è una realtà italiana che rende Instagram utilizzabile da dispositivi desktop. Un controsenso? No, stando al successo e al buzz che ha ottenuto questo sito che tramite un’interfaccia semplice permette la navigazione del Social network fotografico. Le aziende hanno la possibilità di abilitare dei Brand Account che prevedono interessanti feature come la possibilità di creare degli album navigabili, un po’ come su Facebook.



Voglia di contattare privatamente gli Instagramers che vi seguono? C’è Instamessage!




Instamessage è un programma che aggiunge la possibilità di chattare con gli amici di Instagram, un po’ sullo stile di WhatsApp. Potrebbe risultare interessante per le aziende contattare gli utenti privatamente. Il rischio dietro l’angolo è pero che le aziende risultino invasive. Da usare con moderazione!



Infine una curiosità: ecco a voi  la Socialmatic Camera.




E’ il caso di ADR Studios che non molto tempo fa ha creato un prototipo di macchina fotografica basato sul logo di Instagram. Una vera chicca che ha attirato degli investitori su Indiegogo, anche se non ha raggiunto il numero di fondi necessari. Ne risentiremo parlare? O gli utenti si accontenteranno del loro smartphone per scattare foto? 




Se siete interessati ad argomenti il campo del Mobile o dei Social Media, seguitemi su Twitter, @AlexCerveza e, of course, su Instagram!




Alla prossima,